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Messaggi subliminali

3 ottobre 2010

Questo bel video racconta una storia che noi tutte ormai conosciamo bene. Racconta la storia della quotidiana violenza a cui il corpo femminile è sottoposto nei messaggi pubblicitari. Mostra come un prodotto sia tanto più vendibile quanto più è pubblicizzato mediante corpi di donne umiliati, sottomessi, ridicolizzati.

Ciò che conta non è il prodotto. Quello che attira il consumatore medio è l’immagine di una donna spogliata, schiavizzata e violentata. E felice di esserlo. Non si farebbero simili pubblicità se non si sapesse che funzionano. E funzionano anche riguardo al consumatore-donna. Perché? Perché ripropongono una struttura sociale rassicurante perchè bel conosciuta. Ripropongono la donna angelo-del-focolare. Eh sì. Sembrerebbe che la vamp sadomaso sia quanto di più lontano dalla mamma-mulino-bianco e invece no. Sono la stessa donna vista da diversi punti di vista. È la donna il cui spazio è ben delimitato, stabilito, sicuro. Lo spazio che l’uomo definisce per lei e su cui egli domina e agisce a suo piacimento. In ciò il maschilismo, e il potere patriarcale, ha superato se stesso. È andato al di là della pura ammissione dell’inferiorità femminile. Ora è capace di sbandierare una fittizia libertà femminile fatta di tacchi e reggi calze, di chirurgia estetica e di autodeterminazione sessuale. Tutte finzioni, elaborazioni raffinate del nuovo maschilismo.

Ma questo tipo di pubblicità oltre a riprodurre il vecchio sistema patriarcale con nuove tecniche di dominio fa qualcosa di ancora più grave. Incita alla violenza. E lo fa in due direzioni: da un lato mostra che la donna è un oggetto e in quanto tale è accessibile, utilizzabile, acquistabile ma dall’altro lato mostra qualcosa di ancora più pericoloso. Basta guardare con attenzione quelle pubblicità. Mostrano una donna che ama e prova piacere dall’essere un puro oggetto sessuale. È una donna che gode della violenza inflittale. Che ama essere ridotta a puro corpo oggetto del piacere maschile. Ecco il messaggio subliminale: le donne amano e provano piacere dall’essere violentate e stuprate, dall’essere ridotte al silenzio.

Che ci sia un collegamento tra l’aumento della violenza sulle donne e la diffusione di pubblicità sempre più sessiste?

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4 commenti leave one →
  1. sauerophelia permalink
    4 ottobre 2010 08:34

    Credo che, purtroppo, la risposta alla tua ultima domanda sia affermativa. Chiaramente non si tratta di un nesso causa-effetto diretto, ma certamente l’immaginario creato da questo tipo di pubblicità (da cui, è bene non dimenticarlo, siamo letteralmente bombardati) contribuisce in modo essenziale a plasmare la figura della donna nel senso che descrivi, e le relazioni sociali in cui è coinvolta. E’ per questo che serve una mobilitazione ampia e forte contro l’uso dell’immagine femminile nei media. E’ fondamentale.

  2. 4 ottobre 2010 08:51

    Quello che osservi sulla “struttura sociale” che viene pubblicizzata per mezzo di questi spot mi trova completamente d’accordo: l’angelo del focolare e la donna oggetto sono due facce della stessa medaglia. A me pare che in più ci sia il sesso, che dallo stereotipo dell’angelo del focolare era assente. A ben vedere, nemmeno in questi spot c’è il sesso, ma solo l’allusione mediaticamente distorta ad esso: la liberazione sessuale viene neutralizzata per mezzo della pornografia e così inglobata nello status quo.

  3. 4 ottobre 2010 19:59

    io non ho parole. Molte per fortuna non le conoscevo perchè guardo pochissima tv e non sono target standard per gli spot. Le foto con violenze simulate, per quanto contrario alla censura, andrebbero appunto censurate, almeno moralmente. Per quel che ne so, la pubblicità dei LEGO sbaglia completamente il target, che sono appunto bambini. Sicuramente non comprerò mai uno qualsiasi dei prodotti pubblicizzati, ma al di fuori del sessismo più o meno esplicito, io ci vedo anche vagonate di cattivo gusto. E per quello che è il mio mondo, i maschi che amano davvero le donne (e ne sono riamati giustamente) non farebbero mai e poi mai una allusione o una battuta del genere. La bassa macelleria fa presa (per fortuna) solo su certe fasce di popolazione (e di reddito). I modelli invece purtroppo si esportano fin troppo facilmente dalla carta alla realtà. Mala tempora currunt. Davèro.

Trackbacks

  1. A favore del corpo, contro l’oppressione « femminileplurale

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