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Chi è il vero colpevole. Ruby o Berlusconi?

3 novembre 2010

Oggi Dagospia definisce Ruby una “zoccoletta minorenne“. Si sa che stiamo parlando di un organo di (dis)informazione di chiara derivazione berlusconiana. Il tentativo ancora una volta è quello di colpevolizzare le donne che, quando non se ne stanno chiuse in casa, sono puttane, sfruttatrici, arriviste, bugiarde che stanno lì di fronte a uomini che, per la loro innata generosità e ingenuità, si fanno impietosire e manipolare da queste abili malfattrici. Il male si sa, viene sempre dalle donne. Non siamo andati molto lontano dall’immaginario legato alla donna-tentatrice.

Questo fatto ci fornisce ancora una volta la misura di come le donne vengono trattate nel basso Impero berlusconiano. E ci dà delle ottime indicazioni sul modo in cui il femminismo dovrebbe agire nei confronti di tutte quelle donne che, pur facendosi portatrici concrete di immagini svilenti, nonostante siano compartecipi della degradazione della donna ad oggetto sessuale, nondimeno non possono esserne considerate le vere responsabili.

Il caso di Ruby ci dimostra come non solo le donne vengano costantemente messe nella posizione di doversi prostituire, ma che una volta fattolo vengano tacciate come puttane manipolatrici. Ovvero, le usano e poi se ne servono per svilire tutte le altre donne.

Non sono solo oggetti sessuali, ma sono anche oggetti di manipolazione dell’opinione pubblica.

Vengono sfruttate non solo come corpi, ma anche come mezzi di degradazione di tutto il genere femminile. È così che si prendono due piccioni con una fava. L’atto di sottomissione nei confronti della donna è qui infatti duplice: ci si serve di quei corpi per il proprio personale piacere e desiderio e d’altro lato si utilizza quel corpo asservito per dominare l’intero immaginario sul genere femminile.

Ma quanta responsabilità hanno queste donne in questo meccanismo perverso? Per rispondere a questa domanda occorre porre attenzione su chi davvero ne trae vantaggio. Non di sicuro le protagoniste di questi scandali, che per tutta la vita saranno tacciate come prostitute.

Ma la domanda è anche un’altra: sono davvero libere le donne che si servono del loro corpo per vivere? In un altro post (qui) avevo citato l’affermazione di una giovane prostituta che diceva “solo quando hai delle opportunità hai delle scelte”. Se vivi in un sistema che della donna propone un’immagine che la fa essere o moglie o prostituta, che non valorizza lo studio (qui la notizia della riduzione del 90% dei fondi per le borse di studio all’università), che anzichè promuovere il lavoro femminile lo ostacola, cosa ti resta da fare, quali sono concretamente le tue opportunità? Quanto sei davvero libera di scegliere?

 

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9 commenti leave one →
  1. 3 novembre 2010 20:12

    Mi colpisce molto ciò che dici sulle donne usate come strumento non solo di piacere sessuale, ma anche di degradazione per tutto il genere femminile. Non ci avevo mai pensato e credo che su questo tu abbia profondamente ragione.
    Sto ancora riflettendo, invece, sull’interrogativo: le donne devono essere considerate responsabili del sistema che contribuiscono a sostenere? (questo anche in merito ad una bella discussione su facebook

    ). Sono consapevole che la tradizione femminista è per la sorellanza universale e certo c’è una profonda lezione da imparare. Ma non posso fare a meno di pensare anche alle Carfagna e alle Minetti che mi trovo davanti tutti i giorni, donne che fanno leva sul sistema patriarcale per ottenere vantaggi personali: davvero sono vittime? O sono complici? Molte donne che conosco non si prestano a questo sistema, costi quel che costi. Eppure sono venute su nello stesso clima culturale.
    (Discorso a parte per Ruby, naturalmente: lì si tratta di traffico di minori per sfruttamento sessuale, lei sì che è una vittima).

    • antigonexxx permalink*
      4 novembre 2010 10:13

      Io la metterei così: se il sistema fosse diverso, e nella sua costruzione le donne non hanno responsabilità DIRETTE, Carfagna e Minetti non sarebbero un problema perchè non rivestirebbero mai i ruoli che attualmente ricoprono. Il problema è del sistema che fa leva sulla debolezza e stupidità di alcune donne. D’altra parte non siamo tutte uguali. Come ho scritto nel post ci sono donne e donne. La questione centrale è quella che pertiene ad una struttura di potere che permette a certe donne di arrivare ai vertici. Loro sono così, sono responsabili (e qui riprendo l’affermazione di Luisa Muraro qui sotto) individualmente, sono complici da un punto di vista personale, ma dal punto di vista politico, si sa…non contano una cippa.

  2. 3 novembre 2010 20:33

    bravissime ragazze.

    “”La responsabilità delle donne
    di Luisa Muraro (16 settembre 2010, libreria delle donne milano)

    La responsabilità delle donne, sento dire: da quelle che si svestono per la mostra-mercato dei culi e dei seni, alias miss Italia, a quelle che si rivestono per offrirsi come pubblico idiota a Gheddafi, passando per le seminude in Tv e le nude sui letti di Putin. D’accordo, ma ci vuole più precisione. Lo spettacolo di donne che si prestano a un uso degradato del loro corpo e della loro mente, fa un danno considerevole: alimenta la misoginia, ostacola l’educazione delle persone giovani, avvilisce la qualità della televisione. Ma la responsabilità delle singole che partecipano a quello spettacolo non è più grande di quella degli operai che lavorano nelle fabbriche di armi. Che non vuol dire: nulla o minima. Non ho dato una misura, ho dato un criterio. Stiamo parlando di donne che, pur essendo libere, non hanno il potere di organizzare e decidere l’andamento delle cose in generale. La prima responsabilità ricade su coloro che questo potere lo hanno e lo usano per corrompere. E sono arrivati alla spudoratezza di chiamarla libertà femminile. Non assolvo nessuna e nessuno. Non mi piace la denuncia che campa sopra lo scandalo, ma lo scandalo c’è. Dico che le donne che si prestano a farsi strumento della volgarità dei potenti, portano una responsabilità che riguarda principalmente loro stesse, per quello che stanno facendo delle loro vite. Per il resto, per le conseguenze generali, la persona che si trova in basso nella scala sociale porta una responsabilità indiretta e la condivide con tutti noi.””

    un abbraccio
    Doriana

    • antigonexxx permalink*
      4 novembre 2010 10:14

      Non posso che sottoscrivere in toto!grazie Doriana 🙂

  3. Valentina S. permalink
    4 novembre 2010 09:36

    Condivido l’articolo. Sinceramente sono sconvolta dal fatto che in un episodio come questo si debbano anche spendere parole per stabilire chi sia il colpevole. E’ la dimostrazione di quale arretratezza viviamo. Se la Merkel fosse risultata coinvolta in festini con ragazzini minorenni si sarebbe dovuta dimettere all’istante per le pressioni non solo del suo paese, ma del mondo intero, che l’avrebbe considerata una vecchia sessuomane e pedofila indegna di governare. Chi si sarebbe anche solo per un attimo interrogato sulle responsabilità del ragazzino diciassettenne irretito nel giro di gigolò di lusso?? Chi l’avrebbe apostrofato in modo volgare? Detto questo, faccio anche un’altra osservazione: nel libro di Lydia Cacho sul traffico internazionale di donne-merci, da voi segnalato e che ho poi letto, ho appreso che PAPI è tra i nomignoli insegnati alle giovani prostitute di alto bordo per chiamare i clienti allo scopo di favorire “la percezione dello sfruttamento come transazione commerciale onesta da pari a pari”, perché imprenditori e uomini di potere “non vogliono ritrovarsi con una donna che sembri una prostituta, né tanto meno con una che li faccia sentirecostretti a pagare per fare sesso”. Questo la dice lunga anche sul caso Noemi, messo, come sappiamo tutti, così presto a tacere e finito senza responsabili, né perseguibili penalmente. Mi domando: perché nessuno dice a chiare lettere che il nostro presidente non ha un vita privata “movimentata”, ma che, insieme alla sua cricca, è coinvolto nell’induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile? Forse perché troppe persone influenti si troverebbero travolte in questo scandalo? Nel libro della Cacho, a cominciare dal capitolo in cui si parla della prostituzione di alto bordo, è messo ben in evidenza che è appunto questo ciò che succede: troppa gente è ricattabile, perché troppa gente è cliente, a cominciare dai politici, fino ai poliziotti e ai giudici.

    • antigonexxx permalink*
      4 novembre 2010 10:19

      Non si parla di prostituzione perchè tutte quelle donne che vi sono coinvolte “sembrano” libere. Ma non lo sono. Quindi hai ragione tu: qui si tratta di prostituzione, di un Presidente incapace di governare e ricattabile e di un paese che non è in grado di scandalizzarsi più di niente perchè totalmente assuefatto dalla Mediaset-filosofia.

  4. paola permalink
    5 novembre 2010 00:12

    vorrei svegliarmi domani mattina e ascoltare la radio annunciare che Berlusconi è uscito, dentro casa non c’è, è scoppiato è sparito….

  5. Omofiliaco permalink
    5 novembre 2010 13:31

    @Paola: mi prendo la libertà di concludere la tua citazione, dottissima per chiunque ami certo pop italiano d’antan, assai più divertente di quello d’oggi:
    …si è impiccato sul bidè.
    Grande Donatella!

  6. Elena permalink
    6 novembre 2010 22:07

    Berlusconi dovrebbe essere buttato fuori dalla politica! Così ci risolveremo tutti i problemi!

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