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Ossigeno

23 novembre 2010

Una boccata d’aria fresca o un sospiro di sollievo. Non so voi, ma io ho provato questo quando ieri sera a Vieni via con me ho visto che si parlava di donne. La questione femminile in prima serata e sulla tv generalista. Brivido d’emozione. Per chi non avesse visto ecco qui il video..

Emma Bonino legge l’elenco delle cose che passano sul corpo delle donne, Susanna Camusso legge l’elenco dei pensieri delle donne che lavorano e Laura Morante legge l’elenco delle cose che le donne non vogliono mai più sopportare scritto da Arabella Soroldoni:

 

Forse è stato dedicato troppo poco tempo, avremmo voluto che Roberto parlasse di prostituzione e tratta, ma credo, visto la condizione della tv italiana oggi, che già questo sia un bel passo avanti. Speriamo che il messaggio non divenga lettera morta. Credo che tutte le donne che hanno assistito alla trasmissione,  femministe e non, consapevolmente o meno si siano trovate in pieno accordo con il messaggio generale di richiesta di parità in una società in cui tali parità  ad oggi non è ancora garantita. Credo che sia questo il problema fondamentale: non siamo consapevoli del fatto che quella parità che formalmente ci è riconosciuta non è garantita nella realtà dei fatti. Ma oltre alla parità per così dire “legislativa”, c’è anche una parità sociale e relazionale che mai come in questo momento storico nel nostro paese non esiste. Siamo ancora un gradino sotto rispetto agli uomini nel lavoro e socialmente. “Bisogna fare il doppio per essere considerate brave la metà”

E questa tendenza si avverte anche in politica. In questi giorni Mara Carfagna annuncia dimissioni. Si stacca da un partito al quale non si sente più eticamente e moralmente affine. Il gesto sarebbe lodevole se non fosse che lei stessa ha assecondato ed ha approfittato di questo potere. Preferita di Silvio che l’ha piazzata in un ministero probabilmente per lui inutile come quello delle Pari Opportunità. Ora Mara denuncia esattamente quelle condizioni di difficoltà lavorative che proprio il suo partito ha in un certo senso aiutato a promuovere. Denuncia di non essere ascoltata, di non essere presa sul serio, di non vedersi tributata la credibilità che meriterebbe. Tuttavia lamenta il mancato riconoscimento di competenze che non le sono servite per raggiungere la carica che possiede, in un partito in cui lei stessa è stata considerata per la dimensione delle sue bocce piuttosto che per il suo cervello.

La Mussolini, poi, nella querelle con la Carfagna tira in ballo la questione femminile. Speriamo che anche lei abbia visto Vieni via con me e si sia fatta un’idea un po’ più chiara di che cos’è la questione femminile.

Ps. Mi è piaciuta moltissimo Susanna Camusso, un bell’esempio di donna, forte ed intelligente, che non ha paura di mostrarsi per com’è e per l’età che ha. Consapevole e fiera di esserlo. Sarebbe bello che in Tv si vedessero più spesso donne come lei e come noi.

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2 commenti leave one →
  1. 23 novembre 2010 14:10

    Si, una boccata d’ossigeno.
    La Camusso mi è piaciuta già la prima volta che l’ho sentita parlare. Mi piace quello che dice e soprattutto come lo dice. Con quella faccia incazzosa e fiera, di una che si è guadagnata quello che ha.
    Ecco, l’esatto opposto di Carfagna, Gelmini e Brambilla.
    Ho ascoltato e ho sentito che quelle parole sono anche le mie, le nostre.
    E spero che parlare di “questione femminile” non diventi una moda oziosa. E però un po’ di paura ce l’ho: i media amano cavalcare le onde e temo che si butteranno su queste lotte, sulle nostre richieste e sulle nostre battaglie, svilendole e svilendoci ancora una volta. Sta a noi non consentirlo, credo.

  2. Alessia permalink
    23 novembre 2010 17:49

    Arguzia, forse finchè continueremo a vederla come una questione femminile e non una questione sociale.
    La parità dei generi riguarda le emancipazioni, quella femminile come quella maschile.
    “felice il giorno in cui non dovrò conquistare niente di più, staranno meglio anche gli uomini”

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