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Non è una questione di sesso

19 gennaio 2011

Credo che le recenti vicende che coinvolgono il signor B. non siano una questione di sesso. Ovvero credo che il signor B. avrebbe la possibilità di trovarsi quando vuole una fidanzata giovane e accondiscendente. Una donna che per tenerselo stretto sarebbe disposta a tutto (sessualmente parlando).  Credo anche che B. avrebbe potuto tranquillamente rivolgersi ad agenzie di escort di professione se ciò che gli interessava fosse solo il sesso. Esistono fior fiore di agenzie alle quali i ricconi come lui possono rivolgersi per avere ciò che desiderano.  Ma credo che questo a B. non bastasse. Aveva bisogno di qualcuno che reclutasse queste donne al di fuori dell’ambiente della prostituzione di alto bordo. Perché scomodarsi così a cercare sempre donne nuove, giovani, non del mestiere? A lui non è il sesso che interessa, quanto piuttosto l’esercizio di potere nei confronti di queste donne. È quello ad essere eccitante, la prevaricazione, la sottomissione, lo sfruttamento. Ecco perchè non si tratta di una questione morale ma di una questione politica. Ecco perchè non si tratta di gossip, ma si tratta di noi tutte. Perchè se quest’uomo diventa un esempio per i nostri figli, beh le nostre figlie saranno davvero messe male.

 

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4 commenti leave one →
  1. gabriella lagalla permalink
    19 gennaio 2011 18:40

    Certo, ma questo è in comune, seppure in misura decisamente diversa, a molti uomini ed ora anche a molte donne che sono nelle condizioni di esprimere superiorità economica e siedono ai posti del comando. Per B la dimensione è sicuramente patologiaca e si aggiunge, come espressione della sua megalomania, la convinzione di potersi permettere tutto. Difatti, ogni volta alza l’asticella, cioè ci mette difronte a situazione sempre più complesse e gravi, sotto il profilo morale e politico. E’ come se volesse vedere fin dove può arrivare e fino ad ora ha potuto farla in barba a tutti. Disgustoso ma per me è così.

  2. paola permalink
    19 gennaio 2011 21:02

    D’accordo, anche se aggiungerei che qualsiasi questione di sesso tra soggetti dispari è sempre una questione di potere: esercitano un potere gli uomini che pagano le prostitute, infatti le pagano per esercitarlo. Diciamo che in ogni relazione che comporti lo scambio “sesso contro altro” (denaro, privilegi, mantenimento) c’è sempre chi esercita un potere su un’altra persona che fa atto di subordinazione, temporanea o permanente. Ci sono solo gradazioni diverse nella parversione del rapporto: più sconcertante è quello che un uomo adulto istituisce con un/una minore, oppure con un soggetto altrimenti poco fornito di ca pacità critiche e autodecisionali, o addirittura non consenziente. A queste ultime categorie si apparentano le manifestazioni patologiche del presidente del consiglio.

    • 8 febbraio 2011 12:01

      “pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno” è una frase efficace e che mette l’attenzione sul punto essenziale. ne discuto qui, spero che la feconda questione che si è aperta, pur nelle contrapposizione sia positiva e dovremmo impegnarci a tenerla viva. un post in questo senso http://www.onewomanshow.noblogs.org

  3. 21 gennaio 2011 16:45

    Concordo con Paola sul fatto che ogni scambio di sesso con denaro presuppone l’esercizio di un potere da parte di chi paga.
    Non sono neanche così convinta che Berlusconi abbia pescato poi tanto fuori il giro della prostituzione di lusso. I magistrati sono arrivati a lui proprio all’interno di un’inchiesta sul business della prostituzione di lusso a Milano. Colpisce certo il fatto che lui, lungi dall’essere un semplice cliente, abbia di fatto commissionato un vero e proprio giro di reclutamento “ad personam”.
    Lungi dall’essere una questione di gossip o di “vizi privati” è, come dice Antigone, una seria questione politica che riguarda le donne e anche gli uomini di questo paese. Soprattutto i giovani sempre più senza futuro, a cui si sta negando sempre più istruzione, cultura, chance di inserimento. In una nazione in cui ormai trionfa la corruzione e l’uso privato della cosa pubblica, un potere di rapina, che distrugge e non costruisce nulla. Per le donne poi – sempre più sfavorite in un’Italia fanalino di coda nelle pari opportunità – si vuol far passare la normalizzazione della prostituzione, da mass-media asserviti ormai quasi del tutto a un potere unico. Farla passare, cioè, come una scelta vantaggiosa, di successo, e non – come invece è – raccolta di briciole più o meno abbondanti dal potere patriarcale, a servizio di un’industria globalizzata che guadagna sulla debolezza socio-culturale ed economica del genere femminile e che ha fatto del sesso femminile monetizzato e ridotto a merce un affare da capogiro. Nella diversificazione estrema del business, rimane poi fisso sempre per le donne e ragazzine un prezzo più o meno alto da pagare in termini di violenza psico-fisica, abiezioni e umiliazioni.
    Tra parentesi – a dimostrazione che un governo di clienti e sfruttatori di prostitute non può che favorire i traffici criminali – pochi sanno che nell’agosto 2010, il governo Berlusconi ha soppresso 14 postazioni locali del numero verde anti-tratta, uno dei pochi strumenti con cui si riusciva ad arrivare alle donne e ragazzine sfruttate negli appartamenti e che volevano chiedere aiuto. Ha inoltre soppresso nel 2008 il Comitato interministeriale sulla tratta a scopo di sfruttamento sessuale all’interno del Ministero delle pari opportunità. Ha tagliato inoltre in modo radicale i fondi ministeriali alle associazioni che organizzano prima e seconda accoglienza per le ragazze vittime di sfruttamento sessuale che cercano di uscire dal giro. E, non ultimo, il pacchetto sicurezza ha reso praticamente non più applicabile l’art. 18 del testo unico sull’immigrazione che consentiva alle immigrate clandestine sfruttate nell’industria del sesso di accedere a un permesso di soggiorno temporaneo, così da avere qualche chance di uscire dal giro. Oggi il permesso è concesso con grandissima diffiocoltà e con tempi lunghissimi. Le ragazze sono molto più spesso sbattute nei CIE per direttissima e rimpatriate, spesso e volentieri insieme agli aguzzini che le trafficano nuovamente.
    Berlusconi, certo, degli affaristi del sesso è un grande amico. Come disse Elvira Dones al tempo della battuta sulle “belle ragazze albanesi”: “Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi.”

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