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Le figlie degli altri

23 gennaio 2011

Sui fatti di questi giorni molte analisi sono già state scritte. In alcune, segnalateci da amiche e da amici, ci riconosciamo e tra queste ve ne segnaliamo due.

Il primo articolo è della Rete della Conoscenza. Mai come quando tutti si affrettano a parlare di un argomento emerge quanto siano radicate le storture e i fraintendimenti non solo tra coloro che esercitano il proprio potere per mantenere lo status quo, ma anche tra coloro che “indignandosi” stanno temporaneamente dalla parte giusta. L’articolo evidenzia come sia controproducente difendere le istituzioni democratiche utilizzando schemi e concetti patriarcali. La liberazione della donna è parte integrante di una democrazia compiuta. Perciò invocare la “difesa delle nostre donne” può essere un’emozione comprensibile ma, politicamente, suggerire la direzione sbagliata. L’autodeterminazione non passa di qui, ricordiamocelo. Purtroppo anche alcune campagne su facebook stanno facendo uso di slogan simili: dimostrazione che perfino in perfetta buona fede si possono dare suggestioni sbagliate. Come nella foto. Dice la Rete della Conoscenza:

«Analizzando gli articoli è facile notare un confine sottile tra la difesa della moralità e un antico sentimento patriarcale di protezione della donna, tanto quanto il confine tra la “difesa della privacy e della libertà” e la mercificazione e lo sfruttamento del corpo femminile».

Il secondo articolo viene dal blog Consumabili, dedicato all’analsi dell’industria globale del sesso. In questa “industria” rientrano fenomeni che nella stragrande maggioranza dei casi implicano gravissime violazioni dei diritti umani. Schiavitù, tortura sfruttamento, sequestro di persona, abusi su minori sono fenomeni tanto orribili quanto lucrosi per gli sfruttatori, finali e non. Le istituzioni in queste settimane stanno esplicitamente o implicitamente legittimando questo giro di affari globale. L’avvallo da parte dello Stato è innanzitutto alla mentalità dello sfruttatore.

«Con un governo formato, fin dal suo capo, da clienti di prostitute, addirittura minorenni, che produce continua domanda di carne fresca, di donne ridotte a merce prona al potere violento del capo, come si può pensare di poter lottare contro le forme più gravi di violazioni di diritti umani che questa logica di uso del corpo femminile produce?».

È interessante notare come il fatto che Ruby sia extracomunitaria e per giunta – come lei dichiara a Signorini – una musulmana convertita al cattolicesimo giochi un ruolo fondamentale. Come a Rosarno, il fatto che gli schiavi siano gli altri è un’informazione non solo non allarmante, ma perfino rassicurante. È necessario un passo razionale in più per afferrare che la violazione di un essere umano è tale indipendentemente dalla sua nazionalità. Anche in questo caso la retorica delle “nostre figlie” rischia di rendere disponibile un diritto fondamentale: loro sì, le nostre figlie no.

Update: Un bell’articolo su questo tema è stato pubblicato su DeA – donne e altri a firma di Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi.

8 commenti leave one →
  1. 23 gennaio 2011 16:54

    nell’articolo scritto da concita de gregorio: “…Un popolo di mantenuti, che manda le SUE donne” . ecco. puo’ bastare cosi’.

  2. paola permalink
    24 gennaio 2011 00:59

    Sono d’accordo, ma la risposta all’imputtanimento berluscoideo attraverso gli stereotipi della cultura patriarcale (“mia figlia non te la prendi” vi ricorda qulacosa? alle antichiste sì: il centurione Virginio che uccide la figlia per sottrarla alle insidie diAppio Claudio), avviene proprio perché la produzione culturale delle donne si è da tempo ritirata da qualsiasi tentativo di comunicazione con la società. E quindi con le donne, e con le donne giovani, che crescevano all’ombra di mediaset. Sì, rispolveriamo “io sono mia”, e quindi né del mio tutore, né del pre-potente di turno, nè del persuasore occulto.

  3. dio abortito permalink
    24 gennaio 2011 02:00

    il governo fa schifo, ma loro si trombano le escort, che non hanno niente a che vedere col mondo della prostituzione forzata. loro lo hanno scelto, non c’è nessuno sfruttamento.
    ogni persona deve essere libera di fare quello che vuole col proprio corpo, anche venderlo.
    scopare con una prostituta che ha scelto liberamente di esserlo non centra niente con la violazione dei diritti umani… quante cazzate che dici…
    ah, la prostituzione è sia femminile che maschile eh…

    • 24 gennaio 2011 11:07

      @dio: vedi codice penale, dei delitti contro le persona, art. 600 e 600bis: è assolutamente indifferente se il minore sia consenziente o ritenga di esserlo, la violazione c’è comunque.

      • dio abortito permalink
        25 gennaio 2011 14:04

        ma sai a me cosa me ne frega della legge! perchè vi nascondete dietro la legge solo quando vi fa comodo? stai dicendo che non importa se la persona è consenziente o no, stai dicendo che è giusto che una persona non abbia libertà sul proprio corpo… che ipocrita… voi siete per la libertà solo quando vi fa comodo!

        • 25 gennaio 2011 16:15

          @dio abortito
          Innanzitutto la legge di uno stato di diritto non è fatta “a caso”. Ha un preciso intento, che è quello di proteggere i cittadini, in questo caso i ragazzi molto giovani, che sono più facilmente manovrabili e abusabili dagli adulti. Che i ragazzi o le vittime di tratta debbano essere tutelati anche se consenzienti lo dicono tutte le leggi del mondo in materia, perché è un principio basilare di Stato di diritto. La libertà di scelta si ha quando c’è simmetria di potere, non in condizioni di inferiorità (di qualunque tipo essa sia: per motivi di contesto culturale, sociale, psicologici, di età, ecc.. ) in cui si può essere facilmente ricattabili, plagiabili, usati.
          Come vedi sei tu che sei un ipocrita a parlare di libertà di scelta, visto che la tua libertà di scelta finisce per essere la libertà del più forte di approfittare del più debole.
          E finiamola poi con questa mistificazione della prostituzione vista come se fosse un affare privato tra adulti consenzienti e di pari condizione. Peccato che sia nel mondo delle escort, come in quello della prostituzione di strada a lucrare sono soprattutto le mafie (lo stesso Lele Mora risulta legato alla ‘ndrangheta calabrese) e gli affaristi del sesso che gestiscono una vera e propria industria multiforme e molto redditizia, tanto da avere uno dei fatturati più alti in assoluto del capitalismo globalizzato.
          Scendi dalla luna, per favore! Poi, Dio abortito, se sei qui solo per provocare – come si vede da tutti i tuoi interventi – un consiglio: cambia blog.

  4. unaltradonna permalink
    27 gennaio 2011 15:45

    grazie, condivido su FB!

  5. Emauela C permalink
    27 gennaio 2011 17:13

    Ottime riflessioni che condivido. Grazie, bell’articolo

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