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Paperblog intervista Femminile Plurale

19 aprile 2011

Oggi festeggiamo il primo anniversario di Paperblog: uno spazio collettivo che spesso ci ha ospitate e premiate per il nostro lavoro su questo blog. Non solo, Paperblog festeggia con noi dandoci la possibilità di raccontarvi qualche cosa in più, di andare più a fondo rispetto al nostro modo di vivere la rete e di scrivere dei temi che ci stanno a cuore e per i quali vogliamo lottare.

In questi giorni anche Femminile Plurale festeggia il secondo anniversario della sua nascita, e questo ci sembra il modo migliore per rendergli onore.

Ecco l’intervista:

PB: Innanzitutto, chi c’è dietro Femminile Plurale?

FP: Chiara, Ilaria, Laura, Valentina, una quota blu e collaboratori random: questi sono gli “umani” realmente esistenti dietro le pagine di Femminile Plurale. Le quattro donne che hanno dato avvio al blog sulla base del loro comune interesse per la politica, la filosofia e le questioni di genere, hanno poi accolto varie collaborazioni, più o meno stabili, con lo scopo di dare vita ad uno spazio plurale, che potesse arricchire sia chi scrive su FP, sia chi lo legge.

PB: Da quanto tempo possiedi un blog e perché hai deciso di aprirne uno?

FP: Femminile Plurale è nato nell’aprile 2009 (anche noi compiremo gli anni tra poco!) quasi per caso. Irritate dall’ennesima pubblicità maschilista – che è poi stata l’oggetto del nostro primissimo post – abbiamo deciso, durante una pausa caffè come tante altre, di aprire uno spazio in cui confrontarci sul ruolo delle donne nella società e nei media. Se in un primo momento il blog ha rappresentato uno spazio di denuncia e di “sfogo” della rabbia causata dalla persistente raffigurazione della donna basata su stereotipi vecchi come il mondo e dalla situazione di discriminazione sociale, con il passare del tempo, anche grazie ad una fase di distacco, dovuta ad un lungo periodo che tutte abbiamo passato all’estero, se pure in quattro posti diversi, la nostra analisi si è fatta più approfondita, e si è posta l’obiettivo di individuare le cause e le dinamiche che stanno alla base dell’attuale situazione della donna nella società.

PB: Da dove trai ispirazione per gli articoli del tuo blog?

FP: In un certo senso non abbiamo bisogno di ispirazione per scrivere. I nostri post nascono dalla nostra esperienza come donne e come cittadine, dall’attualità politica e sociale, e dai nostri studi.

PB: Quando smetti i panni del blogger, di cosa ti occupi?

FP: Stiamo seguendo (alcune di noi concludendo) un dottorato in filosofia, qualcuna ha già un lavoro (molto precario, ovviamente), qualcuna lo cerca.

PB: Un pregio e un difetto di Paperblog.

FP: Un pregio di Paperblog, senz’altro, è l’ampiezza dei contenuti a cui dà spazio. Di difetti, e non lo diciamo per lusingarvi, non ce ne vengono in mente.

PB: In questi tempi bui per le donne italiane, quali ritenete siano i principali provvedimenti da prendere nel nostro paese per salvare la figura femminile dallo spettro del passato?

FP: Più che di spettro del passato (che comunque non sembra essere mai passato), noi parleremmo di spettro del futuro: la generazione di donne della nostra età (nella fascia 25-30 anni) si trova ad affrontare una situazione molto preoccupante. Da un lato deve combattere con l’imposizione di modelli estetici irraggiungibili schiavizzanti (basti pensare a quanto tempo ogni donna si senta in dovere di spendere per la cura del proprio corpo, la dieta, la palestra, i prodotti cosmetici per gonfiare, sgonfiare, dare colore, togliere colore, tonificare, ammorbidire questa o quella parte), e di una rappresentazione del femminile che tende a farne costantemente un oggetto sessuale; dall’altro lato, in una situazione in cui le conquiste del passato sono messe sempre più in discussione o, nel migliore dei casi, non si è continuato a lottare per fare in modo che quelle conquiste diventassero il fondamento di una società basata sull’uguaglianza di opportunità e trattamento per donne e uomini.

A fronte della quasi totale mancanza di consapevolezza rispetto a questa situazione, i provvedimenti più urgenti da prendere sono, a nostro avviso, questi:

–       un forte lavoro culturale di sensibilizzazione volto a modificare la mentalità machista e maschilista della nostra società; istituzione di regole volte a combattere l’imposizione di tale mentalità (regole per la pubblicità, ad esempio) e azioni di tutela delle giovani generazioni (ad esempio per quanto riguarda i disturbi alimentari);

–       creazione delle condizioni necessarie affinché la parità lavorativa tra donne e uomini sia effettivamente raggiunta: supporto sociale alla maternità (asili nido, congedi parentali obbligatori per entrambi i genitori, sostegno sociale alle disabilità, finanziamenti alla scuola); dura lotta alla pratica delle dimissioni in bianco;

–       educazione sessuale obbligatoria in tutte le scuole, modifica della legge 40 sulla fecondazione assistita, piena applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, implementazione dell’uso della RU486 (pillola abortiva), ampliamento e rafforzamento della rete dei consultori;

–       centri anti-violenza finanziati dallo Stato, forme di supporto all’empowerment femminile.

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