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Habemus Quorum!

13 giugno 2011

Dopo 16 anni, un referendum ha raggiunto il quorum. Questo naturalmente non significa che il “si” abbia vinto, anche se a questo punto le possibilità sembrano molto alte, tuttavia anche solo il fatto che un così grande numero di italiani abbia votato, aiuta ad alimentare una flebile speranza per il futuro: come il risultato delle scorse comunali, forse questa votazione è un’ulteriore prova che qualcosa sta cominciando a muoversi nella coscienza civile e politica degli italiani. 

Anche in questo caso mi sono trovato davanti ad una campagna “elettorale” vergognosa e scorretta, il fallimento della quale mi ha regalato una sana soddisfazione. Il governo ha fatto di tutto per boicottare questo referendum: l’ha scorporato dalle elezioni amministrative (a spese nostre), ha messo in onda pochi spot, peraltro assurdi e mistificatori, e ha mosso tutti i suoi apparati comunicativi per fornire una falsa immagine della realtà. Ancora una volta, chi era per il “no” ha preferito non giocare la partita, piuttosto che portare ragioni e motivazioni a favore della propria idea. Ma questo potrebbe accadere solo in una democrazia sana. In particolare il Tg1, ormai vera e propria trasmissione di regime, non ha perso occasione per coprirsi di ridicolo. Prima ha fornito una data sbagliata per la consultazione,  poi ha consigliato agli italiani di farsi una bella gita fuori porta nella giornata di domenica, per poi censurare il Presidente della Repubblica che si era recato alle urne per votare. Una cosa del genere in qualsiasi paese europeo che non sia la nostra amica Bielorussia una cosa simile avrebbe portato alle dimissioni immediate del direttore. So che è un paragone azzardato, ma a me sono venute in mente le televisioni di regime del nordafrica, che mentre i cadaveri si ammassavano nelle piazze mostrava immagini di repertorio dei loro vecchi padroni, ritratti in mezzo a folle festanti. Ma ripetere costantemente che “va tutto bene” non serve evidentemente a cambiare la percezione di una realtà sempre piò oscura, di un futuro sempre più nero.

Non perderò tempo a ricordare che Maroni e Berlusconi hanno infranto volgarmente il silenzio elettorale in un disperato tentativo di bloccare gli ultimi elettori che volevano recarsi a votare: il quorum raggiunto li ricopre di ridicolo. Mi auguro solamente che questo sdegno, questa voglia di cambiare che sembra attraversare l’Italia trovi un progetto politico che possa coglierlo ed utilizzarlo per far capire agli uomini che un’altra società ed un’altra umanità sono possibili. Non basta essere tutti contro Berlusconi, ormai il suo viale del tramonto è innegabile. Ma se non si trova un’utopia per la quale combattere assieme, il rischio è di ricadere nelle mani di un altro demagogo, che potrebbe anche essere una cura peggiore del male. Noi dovremo essere la luce che rischiara le tenebre davanti a noi, ma siamo davvero in grado di portarla?

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3 commenti leave one →
  1. giovannino118 permalink*
    13 giugno 2011 15:16

    Aggiornamento in tempo reale: sembra che il “si” per tutti i quesiti sia oltre il 90% (Fonte: Corriere dellea Sera). Percentuali bulgare, insomma…

  2. 13 giugno 2011 16:25

    questo Paese è vivo!

  3. arkadijkirsanov permalink
    13 giugno 2011 21:37

    “un progetto politico che possa coglierlo e utilizzarlo”… maledettamente vero! E, ahimè, problema che appare difficilmente risolvibile: difficile immaginare un progetto dipietrista più ampio del “mandiamo a casa Berlusconi”, difficile immaginare il carisma e l’antipolitica di Grillo che si “istituzionalizzano” (nel senso buono del termine), Vendola è minoritario (e non sono sicuro che sia un male), solo il buon vecchio (più vecchio che buono) Pd ha un’ampiezza tale da garantirgli credibilità, ovvero il partito che meno di chiunque altro ha mostrato la vitalità che serve per guidare un Paese che, come dice Chiara, tutto sommato è vivo!
    Come si espresse qualcuno: che fare?

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