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Te la sei cercata…

1 agosto 2011

Sottotitolo: che sfiga non essere un maschio eterosessuale!

Qualche giorno fa, con una votazione, la Camera  ha deciso di rifiutare di introdurre l’aggravante di omofobia appellandosi alla presunta incostituzionalità della cosa. Molti parlamentari, tra cui la Carfagna, hanno giustificato il voto negativo, affermando che se fosse passata l’aggravante si sarebbe corso il rischio di privilegiare una minoranza rispetto ad una maggioranza. Come se la maggioranza proprio in quanto maggioranza non possa concedere ad una minoranza di avere quello che in questo caso non è nemmeno considerabile un diritto. Si tratta di una forma di tutela, legata ad una situazione di “emergenza”, una  tutela del fatto che se stai passeggiando e ti gonfiano di botte, siccome evidentemente lo fanno perchè sei frocio e gli dai fastidio almeno vengono puniti un po’ di più, come meritano.

Ma il fatto che questa aggravante sia stata respinta è evidentemente una prova inconfutabile di due cose: 1) la totale incapacità di ragionare logicamente della nostra classe politica; 2) l’omofobia molto più che strisciante di parte dei politici e, ahimè, di buona parte del paese.

Come dicevo,  molti politici che hanno votato in senso contrario appellandosi ad una presunta incostituzionalità effettiva del provvedimento, hanno addotto come ragione il fatto che a partire da questo provvedimento la “maggioranza” ne sarebbe stata discriminata (?). Come se nel momento in cui viene accordato un “vantaggio” ad una “minoranza” automaticamente la “maggioranza” venisse privata di qualcosa.

Per questo dico che l’Italia è un paese omofobo.  é evidente che in parte questo provvedimento avrebbe dato un primo segnale in vista di quell’auspicabile processo di inclusione necessario affinchè non sussista più una discriminazione a livello sociale, culturale, istituizonale, legata all’orientamento sessuale di un soggetto.  A parte gli anatemi della Chiesa e qualche Pride, la comunità omosessuale è ancora ai margini della società istituzionalizzata italiana. Una coppia gay non ha modo di avere tutelata la propria unione, non vede riconosciuto alcun diritto e l’oggetto della discussione parlamentare ci suggerisce che c’è ancora un fortissimo pregiudizio. Il processo di inclusione, che in tanti paesi civili è già per così dire concluso, in Italia non è ancora iniziato. Il parlamento avrebbe potuto dare un segnale forte non solo a livello di scelte giudiziare a legislative, ma anche a livello culturale. Purtroppo (e ovviamente) non l’ha fatto.

A proposito di questo, mi viene in mente il Vademecum per la sicurezza delle donne, distribuito dal comune di Roma. Se ne è parlato molto e qualche giorno fa si è organizzata a Roma una manifestazione di protesta (qui il post di DonnePensanti). Non sto qui ad elencare tutte le idiozie presenti nell’opuscolo che sono state suggerite o dall’evidente malafede o dall’abissale stupidità di chi l’ha scritto, ma mi soffermo solo  sulla cosa che mi colpito di più. Mi sono venuti i brividi (brividi di schifo, s’intende) quando ho letto il frontespizio: “Sicurezza: un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci”. La sicurezza di un cittadino di Roma o di qualsiasi altra città è garantita dallo Stato, la sicurezza di una donna (e a quanto pare di un omosessuale) è un lusso.

Insomma se non sei un maschio eterosessuale è meglio che non ti azzardi ad uscire per strada che non si sa mai.  Se sei un omosessuale e/o donna e giri per strada con il tuo compagno/a per mano e/o sola di notte e qualcuno ti aggredisce il fatto è questo: te la sei cercata e un po’ è pure colpa tua.

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5 commenti leave one →
  1. donatella permalink
    1 agosto 2011 22:59

    Come se la tutela da un pericolo privasse quella maggioranza del diritto di farlo correre, quel pericolo, a una minoranza. Ecco perché ci sentiamo tutti in pericolo, noi che ci fanno sentire di essere una qualsiasi minoranza, gay o no.

  2. lucrezia permalink
    3 agosto 2011 12:53

    “Ma il fatto che questa aggravante sia stata respinta è evidentemente una prova inconfutabile di due cose: 1) la totale incapacità di ragionare logicamente della nostra classe politica; 2) l’omofobia molto più che strisciante di parte dei politici e, ahimè, di buona parte del paese.”

    Non è che non ragionano, è che sono totalmente prostrati ai voleri del Vaticano. E’ il Vaticano la causa di tutti i mali: è contrario alle coppie di fatto, all’aborto in tutte le sue forme, alla contraccezione, alla contraccezione d’emergenza, all’omosessualità, alla procreazione assistita, al sesso fuori del matrimonio e anche a quello dentro, se il fine non è la riproduzione. Insomma, il pretume dovrebbe essere casto e interessarsi solo al “cielo” ma evidentemente si sfoga cercando di avere il totale controllo della vita sessuale altrui, in particolare di quella delle donne. Ritengo non ci sarà mai libertà e giustizia né per le donne né per gli/le omosessuali (in Italia e nei paesi a maggioranza cattolica) fintantoché avremo questa piaga.

    • Laura Capuzzo permalink*
      3 agosto 2011 13:27

      Cara Lucrezia, credo che tu abbia ragione, ma credo anche che la Chiesa non sia l’unica colpevole. Credo che ci sia nella nostra società un atteggiamento sessista e omofobico che va al di là dei dettami del vescovo di turno e che si cambia solo con tanto tanto lavoro a livello culturale. Grazie per il commento 🙂

      • lucrezia permalink
        3 agosto 2011 20:08

        Cara Laura, indubbiamente ci sono anche altri colpevoli e l’omofobia è diffusa in diversi ambienti. Il mio commento era volto tuttavia a sottolineare come, per quanto riguarda i politici, a questi poco importi delle tendenze e delle opinioni delle masse (omofobe o meno) ma siano invece pronti e solerti nel recepire i dettami del vaticano, nella diffusa convinzione che questo rappresenti la maggioranza dell’elettorato italiano, che viene ancora visto come principalmente cattolico.

  3. missgvanderrohe permalink
    9 agosto 2011 16:40

    Vorrei aggiungere: maschio, eterosessuale, bianco, cristiano e magari pure capitalista.
    Ecco chi fa brillare gli occhi a questi nostri politicanti da strapazzo.
    I problemi sono sempre gli stessi: le donne, gli omosessuali, i clandestini, i non cristiani ed i comunisti.
    Sarà un mucchio di banalità, si, ma sta di fatto che del soggetto maschio, bianco, eterosessuale, cristiano e magari pure capitalista non ce ne si occupa in quanto i suoi diritti ci sono tutti e non solo sulla carta.

    Ps. Piccolo appunto su un’informazione contenuta nell’articolo: a quanto mi risulta la Carfagna si è astenuta, scusate il link infinito. (http://www.ilgiornale.it/interni/affossata_legge_contrastare_lomofobia_via_libera_pregiudiziale_costituzionalita/politica-governo-gay-omofobia-carfagna-costituzione-pregiudiziali/26-07-2011/articolo-id=536980-page=0-comments=1)
    Mi sono divertita cercando quest’informazione..provateci anche voi: trovate tutta la serie completa delle possibili affermazioni sugli omosessuali dette da Mara Carfagna (un po’ come la serie di pentole di Giorgio Mastrota, cercano di vendercele in tutti i modi).

    Un assaggio: dovremmo ringraziare la Concia, forse!
    2007: http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/carfagna-luxuria/carfagna-luxuria/carfagna-luxuria.html
    2008:http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_01/carfagna_difesa_gay_4814c1aa-8f78-11dd-83b2-00144f02aabc.shtml

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