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Blitz contro Militia

14 dicembre 2011

Parlare del rischio che gli episodi di intolleranza razzista di ieri e di Sabato rappresentano, non è un gesto gratuitamente allarmista. Perfino lo Stato, solitamente disposto a chiudere un occhio o due quando si parla di gruppi più o meno eversivi appartenenti alla destra estrema, ha ritenuto necessario dare un segnale a questi ambienti politici.

Oggi infatti i Carabinieri del ROS hanno compiuto un blitz contro alcuni militanti del gruppo “Militia” a Roma: non è la prima volta che accade, ed in effetti si ha l’impressione che questo gruppo sia una sorta di capro espiatorio rispetto all’intero panorama dell’ultradestra italiano. Essendo un gruppo in conflitto con i più importanti Casa Pound e Forza Nuova, giusto per citare i due nomi più noti, e non avendo appoggi alla corte di Alemanno, nei confronti del quale Militia minacciò anche la pubblicazione, mai avvenuta, di un dossier alquanto imbarazzante sul passato politico dell’attuale sindaco della capitale, appare evidente come questo gruppo neofascista sia la preda perfetta per dimostarre all’opinione pubblica che lo Stato combatte il neofascismo. Se si legge l’ordinanza di custodia cautelare dei 5 militanti finiti in manette (oltre a 16 che risultano indagati), si ritrova tra i reati contestati addirittura l’infrazione della rediviva legge Mancino (quella che condanna l’apologia del nazifascismo e vieta l’utilizzo di simboli ad essa associati), che di norma viene posta in un comodo dimenticatoio che, va detto, alimenta il sospetto di una tacita apologia. Se è vero che Militia ha sempre concesso un facile gioco a ogni possibile azione contro di sè in questo senso, scrivendo ad esempio frasi antisemite contro la comunità ebraica romana nel giorno della memoria, o pubblicando e diffondendo materiale inneggiante ad una “guerra rivoluzionaria contrapposta alle istituzione della repressione”, non è certamente un caso che questo blitz sia avvenuto al termine di un crescente difondersi di episodi razzisti, culminati con la strage di Firenze.

Punendo Militia, lo Stato manda un messaggio chiaro ai gruppi neofascisti: “si sta tirando troppo la corda”. La tempestività di questa azione dimostra come la situazione sia ritenuta potenzialmente esplosiva perfino nei palazzi del potere, che forse si stanno accorgendo ora dei frutti malsani che la loro tolleranza verso i neofascisti sta ora portando.

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