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Sii uomo, consuma

8 gennaio 2012

Di solito il discorso sugli stereotipi di genere è declinato quasi esclusivamente al femminile.

E gli uomini? Prendo spunto da questo video (purtroppo si trova solo questa versione non sottotitolata) che è il trailer di un documentario su come la società renda gli uomini sessisti. A fronte di una forte oggettivazione della donna, all’uomo si propone di aderire allo stereotipo del maschio alfa dominante, del capobranco, del dominatore che afferma la propria superiorità con i soldi, macchine veloci e con le donne.

Si riflette ancora una volta sulla stereotipizzazione a cui sono soggette le donne, ma forse si può dire qualcosa di più:  anche gli uomini sono educati, costretti in un ruolo unico, standardizzato, stereotipato e (opinione del tutto personale) un po’ ridicolo.

Giovanni Duro, "Maschio Alfa"

L’adeguamento a questo modello genera ovviamente sessismo, il sessimo (come credo anche il razzismo) è una chiave di lettura della realtà molto comoda e facile, poichè non mette in campo le capacità razionali di chi lo accetta, limitandosi a smuovere e toccare gli istinti più bassi e triviali. Essendo un atteggiamento stupido, è il modello maggiormente proposto dai media, visto che lo scopo dei media è vendere, e si venderà di più proponendo modelli facili, scontati, comodi e stupidi.

Siccome per la società in cui viviamo siamo in primo luogo dei consumatori, sarà molto più facile che gli uomini spendano dei soldi se si fa loro credere  che i prodotti che si consiglia  di acquistare li renderanno superfighi, li renderanno migliori, adorati dalle donne e dominanti su di esse e sugli altri uomini.  Per cui se da un lato è vero che il modello proposto è in parte la riproposizione (ancora più politicamente scorretta se possibile) del modello tradizionale patriarcale, dall’altra però è vero che l’adesione inconsapevole a questo modello è più che auspicata dai media, non perchè sia il modello “giusto”, ma piuttosto perchè è il modello che fa vendere di più. Insomma che siamo donne o uomini, senza un’adeguata consapevolezza critica siamo tutti destinati ad essere schiavi di un amorevole padrone di nome consumismo.

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6 commenti leave one →
  1. Ilaria Durigon permalink*
    9 gennaio 2012 11:16

    si tratta in effetti di un sistema attuato per ri-produrre sempre lo stesso immaginario e gli stessi stereotipi. Da un’idea di società e dei rapporti tra individui deriva la commercializzazione e pubblicizzazione di alcuni prodotti, adeguata a quell’idea. Questa pubblicizzazione, a sua volta, rafforza quell’idea di società riproducendone le immagini. é un circolo di produzione e riproduzione di senso che può essere spezzato solo minandone le basi. Ovvero proponendo un modo diverso di concepire le relazioni e gli individui all’interno di esse che renda la vendita di certi prodotti e la loro pubblicizzazione meno appetibile perchè contraria al nuovo sentire.

  2. Mary permalink
    9 gennaio 2012 17:29

    Che sia un modo subdolo per incentivale l’industria del porno e della prostituzione?

    • Chiara Melloni permalink
      9 gennaio 2012 18:18

      Per rispondere a Mary sinceramente non credo che ci sia nessun piano subdolo ma solo stupidità e business, che si inseguono al ribasso e a scapito della libertà individuale. Costringere un’identità entro i limiti di un modello di genere è una costrizione che subiscono sia gli uomini che le donne. Ma è necessario ricordare che emanciparsi dal messaggio dei media è possibile, in particolar modo educando i ragazzi a un corretto uso dei media, come sta facendo per esempio Lorella Zanardo nelle scuole toscane. E fa piacere che un video come quello che hai postato qui sia rivolto ai ragazzi, perché il lavoro di consapevolezza deve essere portato avanti anche dagli uomini. Il femminismo, se lo intendiamo come emancipazione umana, riguarda anche loro.

  3. Claudio permalink
    9 gennaio 2012 20:06

    Finalmente vedo un piccolo sforzo di vedere le cose anche dal punto di vista maschile, e non i soliti discorsi dove le donne sono sempre vittime e le uniche vittime.
    Diciamo che un altro stereotipo che attanaglia gli uomini è quello di dover apparire sempre invulnerabili, imperturbabili e sempre pronti a risolvere in quattro e quattr’otto ogni problema.
    Oggi come oggi si chiede la parità, ma si pretende che l’uomo sia sempre supervincente e che non abbia mai un minimo di incertezza o insicurezza

  4. 10 marzo 2012 19:02

    Reblogged this on Il Ragno.

  5. Xanderoby permalink
    21 marzo 2012 20:19

    Gli stereotipi attecchiscono ad un vissuto o un presunto tale che si basa sull’istintualità e sul sessismo latente.
    Per quanto la si voglia tirare al proprio sentire le donne rispondono a certi stimoli che appartengono alla nostra specie in modo meno mediato di altri, culturali, e così fanno gli uomini.
    Il mercato sfrutta tutto questo e non mi pare una novità, novità sarebbe provare istintivamente qualcosa di contrario ai clichè, ma questo, per ovvi motivi, non è possibile. Tocca pregare che i nostri partner, donne e uomini non inclini ai cliché, non vengano tentati da altri individui che incarnano appieno tali cliché.
    Ecco, alla fine gli istinti cedono, e il culturalmente corretto resta a leccarsi le ferite.

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