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Quale storia vogliono raccontarci?

16 ottobre 2012

Risposta: una storia mai esistita.

 

A quanto pare il Ministero dell’Istruzione ha fornito un programma relativo al concorso a cattedre completamente depurato da tutto ciò che riguarda la cosiddetta ‘storia delle donne’: scrittrici, letterate, i movimenti femministi, tutto sparito, quasi che si trattasse del sottoprodotto, qualitativamente inferiore, di una cultura più ampia ed importante. Ovviamente, la cultura degli uomini. La cultura degli uomini, la loro storia, chissà perché viene  vista come storia di tutti, quella delle donne no.  La storia delle donne è storia di una minoranza, storia che può interessare tuttalpiù qualche donna particolarmente interessata alle questioni di genere.

Ma, caro Ministro, la storia in cui ci sono le donne, in cui le donne agiscono da protagoniste, la cultura fatta dalle donne, non è un prodotto di nicchia. La storia delle donne è Storia. La letteratura delle donne è Letteratura. E chi vuole raccontarci una storia senza donne, ci racconta una storia finta, mai esistita, un racconto senza verità, un resoconto costruito sul nulla di un sistema culturale destinato, grazie alle donne, prima o poi, a morire.

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  1. paolam permalink
    19 ottobre 2012 01:59

    Infatti, la storia delle donne è storia, appunto per questo non mi è mai piaciuta la definizione “storia delle donne”, che relega, confina, segrega: diciamo invece “le donne nella storia”. La storia è una, e il fatto che coloro che l’hanno raccontata abbiano fatto finta di non vedere le donne non ci deve indurre ad accettare come buona per noi questa stessa posizione in cui siamo state relegate: non ci siamo nella storia? E allora facciamoci “la storia delle donne”. No, ci siamo nella storia, e quello che dobbiamo raccontare è come dove quando sono state tutte le donne nella storia: le donne stanno dentro la stessa storia come quello che i narratori non hanno detto, ma che è di per sé presupposto e conseguenza proprio di quella storia, e il fatto che la stragrande maggioranza non sia ricordata con il suo nome non dovrebbe farci problema.

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