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Il cortocircuito del cognome materno

7 gennaio 2014

Maurits Cornelis Escher, BucciaSull’articolo del Corriere della Sera che riporta come la Corte europea dei diritti umani abbia stabilito che è discriminazione negare alle donne il diritto di dare ai figli anche solo il proprio cognome, sono numerosissimi i commenti avvelenati da parte di uomini: la sentenza sarebbe contro la famiglia, contro l’eterosessualità, contro la sovranità nazionale, contro l’Occidente, contro gli uomini tout court

Osserva nei commenti una lettrice:

«A sentirli sembra che siano stati scippati di un diritto naturale».

È proprio così. Il nuovo diritto fa cortocircuito con la profonda cultura patriarcale che vede i figli come proprietà paterne e in quanto tali “li marca” fin nel nome. Anche se le donne sono cresciute in questa stessa cultura, la notizia per loro è probabilmente assai meno destabilizzante: sanno o per esperienza o per più profonda empatia come i figli provengano – letteralmente – da loro.

Viene da pensare a Carla Lonzi: per il piacere di chi (si crede che) facciamo figli?

6 commenti leave one →
  1. 7 gennaio 2014 19:14

    qualche anno fa mi ero abbastanza appassionata all’argomento. poi, però, ho pensato che COMUNQUE il cognome della madre è un cognome che viene da un “padre”. nello specifico pensavo alla mia, di situazione personale. e se invece di quello di mio padre, usassi il cognome di mia madre? sarebbe quello di mio nonno. fermo restando che il nonno l’ho anche adorato, la cosa non mi faceva fare salti di gioia, concettualmente. vogliamo davvero essere innovative? partiamo da zero e inventiamocene uno, di cognome. e iniziamo a darlo ai nostri figli-e.

    • paolam permalink
      26 gennaio 2014 23:32

      Doriana,
      va bene, ma da un punto bisognerà pure incominciare. Inventare nuovi cognomi comporterebbe abolire tutti quelli esistenti. Ci conviene? Tenendo presente che i cognomi hanno un contenuto storico, compresi quelli che sono stati “inventati”, come lo erano spesso quelli dei “trovatelli”, oppure come lo erano talvolta i cognomi degli schiavi liberati negli USA, per es.

  2. 9 gennaio 2014 09:34

    infatti la battaglia di una “vecchia femminista” come si è definita la Cusan è servita a tramandare il cognome del nonno… fa sorridere come cosa🙂

    http://capitandaddy.wordpress.com/2014/01/08/applaudiamo-al-cognome-del-nonno-pace-allanima-sua-i-nuovi-papa/

  3. 19 gennaio 2014 20:50

    Per me il problema è spostare il conflitto dal genere alla classe. E non ho una buona risposta.

    • 3 febbraio 2014 18:07

      @Gennaro, buone risposte solo a buone domande. Innegabile che ci siano conflitti sul genere e che questo sia uno di quei casi: dunque?

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