Cari lettori, FP va in vacanza per qualche giorno, e vuole augurare a tutti voi di trascorrere delle piacevoli e serene festività natalizie con le persone a cui volete bene, e un felice inizio di anno nuovo.
Ps. Il blog ovviamente resta qui, ognuno è libero di continuare a postare, commentare,ecc.
Buone Feste
La redazione di FP
Questa è l’idea di bellezza che un’associazione (DonnaDonna Onlus) tenta di trasmettere con la realizzazione di un calendario alternativo, per il quale hanno posato donne di ogni età, taglia e professione, che ha lo scopo di sensibilizzare le persone rispetto ai problemi alimentari che affliggono moltissime donne in Italia.
In questo periodo dell’anno siamo tartassati dalle notizie più o meno quotidiane dell’uscita del calendario di questa o quell’altra gnocca.
Qualche tempo fa, tentando di andare in una diversa direzione, vi avevamo segnalato questo video sulla bellezza autentica e i problemi alimentari.
Che ne pensate?
Mi piacerebbe aprire un dibattito sulla bellezza, che sia perfettamente fine a se stesso. Vorrei sapere, donne e uomini, che cosa pensate che sia, la bellezza. Mi riferisco alla bellezza squisitamente legata ai nostri sensi, non a quella dell’anima.
Che cosa significa che una donna è bella? E che cosa significa che un uomo è bello? Che differenza c’è – se c’è – tra il giudizio estetico che si dà di un uomo e quello che si dà di una donna? Hanno la stessa importanza? E la stessa funzione dal punto di vista sociale?
Non tutte le risposte a queste domande sono ovvie come sembrano.
[Il titolo è una citazione di David Hume]
Io non ci credo. Io proprio non ci credo… ma questi qui sono attori, sicuro… sì, Santoro, Travaglio, e tutta la redazione di Annozero, nota alle autorità per essere schifosamente comunista (con qualche tendenza al mangiabambinismo), avrà sicuramente montato tutto ad arte per far fare brutta figura ai leghisti, sì certo, non può essere altrimenti… del resto se quello di Silvio è il partito dell’Amore, la Lega sarà almeno il partito della Carineria, dell’Amicizia, della Cordialità, o no??
Che bello vivere in un paese dove tutti si vogliono bene!! Qui va tutto bene e noi siamo felici!!
L’acuto proprietario di un bar di Milano ha avuto l’idea geniale (ma come gli sarà venuto in mente??) che per attirare un maggior numero di clienti occorra mettere delle cubiste in vetrina. Questa è la via più sicura per risollevare i propri affari, avrà pensato il brillante imprenditore. Chissenefrega se anche questo incentiva l’idea che la donna debba sempre essere e rappresentare un oggetto per il piacere maschile…
Qui le immagini.
Carlo Galli su Le Monde Dipolomatique, inserto del Manifesto, spiega le ragioni della longevità politica di Berlusconi facendo riferimento ai caratteri specifici della società italiana:
“La società italiana è una giungla (…) in cui non agiscono pienamente nè le logiche di mercato nè quelle dello Stato, ma quelle del privilegio, dell’appartenenza, del risentimento e della paura. E non a caso è l’insicurezza il tratto caratterizzante di questo ’stato di natura’, che deriva anche dall’affievolirsi della percezione della necessità delle norme per la civile convivenza: gli italiani intuiscono che la crisi della legalità li penalizza tutti, ma ciascuno preferisce essere un free rider, provare a cavarsela tra le maglie della legge, senza fare mai il primo passo per il ripristino di un agire collettivo rispettoso delle regole (…) Lo spazio pubblico della legalità, della trasparenza e della universalità, è sempre più eroso e sempre più si trasforma in un agglomerato di interessi privati, di particolarità, di diverso peso e influenza, in lotta o in precario compromesso fra loro (…) Proprio perchè Berlusconi è così adatto agli italiani (…) quando egli prima o poi uscirà di scena come potrà ritonare alla politica un paese che da molti anni non la sta più facendo?”
Il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invitava ieri gli schieramenti politici a non esasperare una situazione politica ricca di tensioni. Di quali tensioni politiche sta parlando?La mia impressione è che una situazione così piatta e completamente monopolizzata da un unico partito non si vedesse da tempo.
Ezio Mauro parla della necessità di opporsi alla violenza rappresentata dal lancio della statuetta, quasi fosse il sintomo di un possibile acuirsi futuro dei contrasti politici. Ma dove la vede questa dialettica che può condurre alla violenza?
Sembra che il fatto che chi ha compiuto l’atto fosse una persona malata non conti nulla…di cosa parlano tutti, di quale violenza, di quale conflitto politico?
Vi lascio con questa chicca di Guzzanti, pubblicata oggi sul Fatto Quotidiano:
Mi dispiace che il primo post sul tema dell’amore di questo blog debba prendere le mosse da questi avvenimenti, perché ci sarebbe molto, molto altro da dire. In attesa che la politica la smetta di usare questa intollerabile retorica dei sentimenti, intanto noto ci sono parole che dovrebbero richiedere la patente.
Qui si legge, si riflette e si scrive perché crediamo che la forza sia quella delle idee, messe a confronto e condivise.
Qui non crediamo alle teorie del complotto, ma nessuno ci toglierà dalla testa che Berlusconi oggi abbia avuto ciò che più gli serviva per recitare la parte che gli rende: quella della vittima.
Qui si crede che il gesto del povero Massimo Tartaglia rischi di mandare all’inferno il lungo, pacifico e difficile lavoro di molti. Immaginate se fosse accaduto prima del No B Day.
Qui vi si chiede, per favore, di non dare (o di togliere) la vostra adesione ai gruppi pro Tartaglia su Facebook: non è rendendo un simbolo un povero cristo che faremo crescere nella direzione che vogliamo questo Paese.
Vi dichiaro prigionieri politici
La presidenza della Repubblica è politicizzata e di sinistra. La Corte costituzionale è politicizzata e di sinistra. La magistratura è politicizzata e di sinistra. L’80% dei giornali è contro di me. Tutti sono contro di me, ma nessuno in questo paese ha le palle che ho io e cambierò la Costituzione. Firmato, il capo delle Brigate Rozze.
Berlusconi ha palle talmente grandi che qualche volta scambia Brunetta per il proprio pene.
A Obama danno il Nobel per la pace e lui manda altri trentamila soldati in Afganistan. Cos’è, se non glielo davano bombardava la Svezia?
Nove capodogli spiaggiati sulle coste pugliesi. Nessuno li aveva avvertiti di un comizio di Gasparri alle Tremiti.
Gesù bambino conferma, diserterà i presepi irlandesi quest’anno. Agnellino sì, pecorina anche no.
Nel Corriere di ieri si leggeva che in una scuola elementare di Roma c’era stata la protesta di alcune mamme contro l’assunzione di un’insegnante. Non si trattava infatti di un’insegnante qualunque ma di una suora.
La motivazione, a mio avviso più che condivisibile, di tale protesta è stata così espressa da uno dei genitori coinvolti:
“La nostra è una scuola pubblica, una scuola statale, perciò se serve faremo ricorso al Tar. Qui non è in discussione la persona, la suora sarà pure bravissima, ma io contesto l’ istituzione che rappresenta. Cioè la Chiesa. Voglio vedere cosa dirà la maestra a mio figlio quando Valerio le chiederà com’ è nato l’ universo. Sono atea e credo che la scuola pubblica debba essere quantomeno laica. O no?”
La Preside, chiamata in causa, ha bollato tale protesta come una forma di RAZZISMO LAICO.
Ed è qui che entra in scena il primo di una lunga lista di falsi cristiani: lui, l’unico e inimitabile, Renato Farina:
Dalle pagine de “Il Giornale“, che ormai da decenni, raccoglie le migliori firme del giornalismo italiano, il caro Farina arriva a paragonare questa situazione all’Unione Sovietica di Stalin (si sa che lui non ama le vie di mezzo…). Con la profonda cristianità che lo contraddistingue definisce le mamme in protesta “mungitrici di renne” (si sa che offendere le donne ridicolizzando tutto quello che fanno è oramai diventato un hobby… troppo facile così, caro il mio Don Farina!). Prosegue il Nostro:
“C’è bisogno di spiegare perché tutto questo è razzismo, convinto per di più di essere progressista? I razzisti sono quelli che dividono gli esseri umani in due categorie: le persone degne di godere dei diritti umani, e quelle meno, molto meno. Qui si nega a una persona il diritto di meritarsi un posto di lavoro sulla base dell’appartenenza a una religione.”
Tenendo conto delle ridotte capacità mentali di chi scrive così non mi metterò ad elencare tutti i motivi per cui qui non si tratta di razzismo ma del fatto che qui si tratta di una scuola pubblica, laica, i cui insegnamenti sono talvolta incompatibili con quelli della Chiesa. La persona qui coinvolta non può separare il suo essere suora e il suo essere insegnante. L’essere Suora la definisce come persona e come insegnante. Non si tratta di una credente qualunque, ma di qualcuno che ha definito l’intera sua esistenza all’interno di quella credenza e di quei dettami. Può davvero prescinderne?
Ma torniamo al buon Cristiano Renato. Lui, di razzismo ne sa.
Leggete pure l’articolo, tutto il suo malcelato razzismo è concentrato su quel “ma…”.
Con questi due articoli Renato Farina si è guadagnato il primo post, a cui ne seguiranno molti altri, sui falsi cristiani di oggi.






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