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S.P.Q.Leghisti

27 settembre 2010

Neanche oggi è mancata l’invettiva della Lega Nord contro Roma (di pochi giorni fa la notizia secondo la quale il segretario regionale veneto della Lega avrebbe spinto i suoi affinchè l’Inno di Mameli non venga più suonato). Il motivo, che ha fatto dire a Bossi che i romani sono porci, è l’ipotesi di spostare il Gran Premio da Monza a Roma. Roma non smetterebbe di essere ladrona, quindi.

La domanda è: ma ladrona con chi?

Di certo non con la Lega che, a quanto pare, usufruisce della grande generosità di Roma per fare i suoi “porci” (appunto) comodi.

Da leggere l’illuminante articolo di Mario Ajello, pubblicato sul Messaggero, nel quale si mostra ben bene come i cari leghisti amino molto sfruttare tutte le possibilità che la nostra capitale offre in termini di favori e compensi.

La Lega è molto peggio e molto di più che ladrona. E’ proprio quell’Italia che, apparentemente e solo a parole, voleva condannare. Ha portato al potere la furbizia, l’ignoranza, la violenza, l’omertà, il razzismo, la corruzione, e chi più ne ha più ne metta.

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9 commenti leave one →
  1. paola permalink
    27 settembre 2010 20:06

    Pare che non ci sia più fondo al repertorio da osteria promosso a linguaggio politico, per cui alle penose trovate comunicative del leghismo, fa da contraltare la patetica retorica d’accatto promossa dal neofascismo della capitale (con un florilegio di idiozie che vanno dall’intimazione al “padano” di “tacere”, all’esaltazione di un imprecisabile “senato e popolo romano”). Entrambi i repertori ed il loro espedienti vorrebbero solleticare quella che adesso si usa chiamare “la pancia”, ovvero, presumo, l’ignoranza ed il pregiudizio dei rispettivi destinatari, uniti a quelli che i rispettivi destinatari pensano essere i loro interessi immediati. Che pena, e pensare che lo scioglimento della sigla SPQR (=senatus populusque romani) in “sono porci questi romani” si deve proprio ad una trovata dei vecchi romani, almeno dell’ottocento, dato che l’ho appresa da un nonno (romano d’adozione e d’accento) nato nel 1891. Ma gli italiani dell’ottocento, forse, oltre a considerarsi italiani, si nutrivano pure di autoronia.

  2. brunaccio permalink
    28 settembre 2010 00:09

    Nel condividere ciò che dice Paola aggiungo che quelle del tipo SPQR sono solo astute sparate per continuare a tenere fideizzata la base più retriva, ma Bossi purtroppo è un fine politico; è l’unico che ha saputo vestire di rispettabilità politica la mentalità xenofoba non richiamandosi mai al fascismo storico (anche se ha un nazista dichiarato come Borghezio, ex Ordine Nuovo, che ha abbastanza seguaci pur non potendo fare professione di fascismo apertis verbis ma si è sbugiardato a telecamere che credeva spente ad un rauno neonazista, credo che abbiate visto il video a suo tempo altrimenti si trova facile) ed ha fondato un partito che, partito su basi regionaliste e neopaganeggianti, ha saputo diventare l’ago della bilancia dei rapporti di forza, che al Nord ha un radicamento sul territorio da non aver quasi da invidiare nulla al vecchio PCI, sta sfondando al Centro e recupera un cattolicesimo identitario con forti connotati anti-islamici nel senso di anti-immigrati e non certo di laicità.
    Il suo progetto politico è, a parer mio, puntare a defiscalizzare il più possibile le rendite già parecchio poco trasparenti (affitti in nero, lavoro in nero ecc) della borghesia del Nord. E lui sa che dei migranti c’è bisogno, infatti a differenza del Sud come Rosarno insegna, nel profondo Nord c’è una ghettitazzione dei migrantiin condizioni, solo i regolari ovviamente, comunque di accesso ai servizi decenti, giocando anche sull’identitarismo di molti migranti stessi e creando pacifici e orribili rapporti di subalternità. Ha saputo, al Nord, sfondare nella classe operaia attraverso demagogia e populismo (il nemico è l’immigrato irregolare che pesa sulla collettività e che generà povertà, capro espiatorio a cui i proletari che perdono coscienza sono molto sensibili) ed amministrazioni locali discretamente efficaci.
    Credo che di ragioni per preoccuparsi seriamente in senso politico di Bossi, piuttosto che Forza Nuova o Casa Pound con cui comunque sia chiaro vale sempre l’antifascismo militante, mentre i giovani del PD a Lamezia hanno manifestato asseme a Casa Pound sulla vivisezione abboccando all’amo con ingenuità spaventosa, ce ne siano diverse.

    Un caro salute a tutte e tutti

  3. brunaccio permalink
    28 settembre 2010 09:30

    Dimenticavo, stanotte, un altro punto fondante sulla solidità e pericolosità della Lega, pure questo mutuato snaturandolo dal vecchio PCI: la disciplina di partito, che forse è fondante, con l’unica eccezione clientelare, almeno a livelli a me noti, del figlio di Bossi, il quale essendo il leader carismatico, anche grazie a queste volute sparate intrise di populismo da osteria, può fare anche questo senza ricevere critiche dalla base. I politici leghisti rispondono e sono omogenei alla linea di partito, a differenza della destra berlusconiana e purtroppo della sinistra.

  4. antigonexxx permalink*
    28 settembre 2010 10:32

    Caro Brunaccio sono d’accordo con te: disciplina di partito, lavoro capillare sul territorio, presa sulle fasce più basse (che di fronte ad un’alleanza con Berlusconi dovrebbero rabbrividire. A quanto pare non sappiamo più nemmeno difendere i nostri interessi economici privati) sembrano metodi vicini a quello che fu il partito comunista italiano. Il problema però è proprio ciò che vi è di diverso. Come è possibile che questi sistemi abbiano una presa così ampia quando gli argomenti sono così rozzi. Credo che la risposta che si fonda su di un’ignoranza diffusa sia insoddisfacente, ma non ne ho ancora trovata una migliore.

  5. brunaccio permalink
    28 settembre 2010 10:50

    Sull’ignoranza, cara Antigone, abbiamo già detto quanto la “cultura” mediaset abbia appiattito il livello critico di molti, e così è stato facile traslare il discorso dalla classe all’etnia.
    Quindi il berlusconismo ha di fatto dato linfa alla Lega, nel suo passaggio da partito anti-terùn a partito nazionale, in cui i terùn (credo comunque sempre malvisti dalla base) sono stati sostituiti con i negher.
    Per quanto riguarda la borghesia del Nord essa semplicemente fa i propri interessi immediati e sceglie la forza che la rappresenta meglio (quanto poi questo discorso sia miope anche in senso di economia politica è discorso troppo lungo da affrontare qua).
    Queste sono le prime risposte che mi vengono, sicuramente parziali e discutibili, ma di migliori per ora non ne trovo. Vediamo se altri interventi o un po’ di riflessione potranno aiutarci ad approfondire l’analisi; in fin dei conti siamo qua apposta.

  6. 28 settembre 2010 11:41

    Porto un’esperienza personale. Vengo da una città rossa di tradizione che alle ultime comunali ha fatto sfiorare il 20% al candidato leghista. Perché? La mia risposta è che credo che la Lega sia stata capace di individuare dei problemi che effettivamente sono irrisolti: per esempio, ad oggi nella mia città quasi il 10% della popolazione è fatta di cittadini di nazionalità extraeuropea. Non sono pochi. L’altro giorno dei ragazzi di sinistra diffondevano un volatino per il Clandestino Day. E’ interessante, ve lo riporto:
    PRESIDIO! No al razzismo. Per la regolarizzazione generalizzata di tutti. Ritiro pacchetto sicurezza. Accoglienza per tutti“.
    Ecco, queste a mio modo di vedere non sono proposte politiche. Non lo sono nemmeno quelle della Lega, ma almeno loro danno l’idea di accorgersi del problema. Probabilmente il partito più xenofobo d’Italia è anche l’unico che ha inserito nella propria propaganda gli effetti della globalizzazione che, come sappiamo, sono ben difficili da gestire a livello nazionale. Il gioco è fatto: non li affrontano ma almeno danno idea di accorgersene e di rappresentare la voglia dei cittadini di continuare ad avere la “loro” città.
    Infine, faccio notare che il vantaggio politico della Lega non sta nel risolvere i problemi ma nell’accentuarli il più possibile. Più cittadini di nazionalità extraeuropea sono in condizioni di marginalità più loro ci guadagnano. E’ una politica molto cheap ma che sta funzionando.

  7. antigonexxx permalink*
    28 settembre 2010 12:18

    Il problema a mio avviso è proprio legato ai media. Ma non solo per la promozione di un abbassamento culturale che ha delle enormi conseguenze politiche ma anche per la propaganda continua e martellante sul problema sicurezza. Ovvero siamo davvero sicuri che ci sia un “problema sicurezza” da affrontare?Io non ne sono così certa. Il problema non è legato all’extracomunitarietà (neologismo?) ma all’emarginazione. La sicurezza vien meno nella misura in cui si emarginano fasce di popolazione che, per sopravvivere, non possono far altro che delinquere. Lo spazio della delinquenza è l’unico che lasciamo per tutte queste persone. Tanto più si emargina tanta più insicurezza ci sarà. Ma cosa vuol dire questo?Che la Lega spinge (proprio perchè non VUOLE affrontare i problemi) affinchè ci sia una sempre maggior insicurezza, che dall’essere solo percepita diventi reale. E questo per legittimare la sua politica e lo Stato che la sostiene. Quindi è solo una questione di potere.

  8. brunaccio permalink
    28 settembre 2010 23:18

    Bellissime analisi.

    Concordo con Antigone: l’insicurezza che si vive è innanzitutto dovuta alla precarietà del futuro, in senso quantomai concreto, e all’alienazione sociale che oggi si vive.
    E la sinistra di movimento, che in caso di comunicati deve ridurre la comunicazione allo slogan, è generalmente molto avanzata e attenta con l’analisi, e il concetto di reddito di cittadinanza (=abitazione e vita su un territorio) se divenisse legge sarebbe davvero un’ottima mossa di sicurezza reale.
    (basta vedere andrea fumagalli, che è l’economista più noto a livello accademico, su google per info) .
    Sui migranti, beh gli italiani fanno sepre meno figli, probabilmente tra qualche decennio avremo italiani diversi, magari può essere meglio, visto che siamo in piena decadence culturale e spesso l’incontro etnico può dare uno scossone.

    Ma, a parte questo distinguo, sono d’accordissimo con la riflessione di Isarose che una delle astuzie della Lega è portare all’esasperazione i problemi ed accentuarli.

    Ciao!

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